Emendamento alla Camera n. 1707: "Niente obbligo di arresto per chi verrà sorpreso a compiere violenze sessuali di LIEVE ENTITA' verso minori".
I firmatari della legge: Gasparri(PdL), Bricolo(Lega), Quagliariello (PdL),Centaro (PdL), Berselli (PdL), Mazzatorta (Lega), Divina (Lega).
Fatelo sapere a tutti
martedì 29 marzo 2011
Immigrazione
eeeeeh sì!
arriveranno.......
arrivenno in molti!
perchè, qualcuno non lo sapeva?
io lo sapevo già da decenni, e prima di me lo sospettava mio padre, e qualche sentore lo aveva anche mio nonno.
arriveranno, perchè giusto che arrivino!
vengono a riprendersi quello che gli abbiamo rubato in decenni di sfruttamento.
gli abbiamo rubato la liberà, perchè abbiamo permesso che pochi feroci dittatori comandassero interi popoli, perchè più facile comprare da una sola famiglia che da un regolare governo.
gli abbiamo rubato la serenità, perchè i dittatori appoggiati dai governi occidentali dovevano tenerli sotto con le cattive.
gli abbiamo rubato il benessere, perchè dovevamo stare bene noi con le loro ricchezze, e far star benissimo i cani da guardia che dovevano tenerli sotto.
gli abbiamo rubato la speranza, perchè l'occidente ha sempre (a parole) aiutato le loro rivolte, ma appena possibile metteva un altro cane da guardia compiacente, magari peggiore di quello precedente.
lo sapevamo tutti che prima o poi sarebbero arrivati a presentarci il conto.
o forse qualcuno di voi pensava che il petrolio, il gas, i prodotti derivati dal petrolio e dal gas, li avevamo sotto il culo noi?
verranno a riprendersi tutto......
che cazzo volete, dopo decenni di benesere alla faccia degli altri?
il 30% della popolazione mondiale che consuma l'80% delle risorse lasciando al 70% della popolazione il restante 20% non vi ha mai creato qualche dubbio?
o siete tutti scarsi in matematica?
affanculo, per me hanno ragione da vendere!
arriveranno.......
arrivenno in molti!
perchè, qualcuno non lo sapeva?
io lo sapevo già da decenni, e prima di me lo sospettava mio padre, e qualche sentore lo aveva anche mio nonno.
arriveranno, perchè giusto che arrivino!
vengono a riprendersi quello che gli abbiamo rubato in decenni di sfruttamento.
gli abbiamo rubato la liberà, perchè abbiamo permesso che pochi feroci dittatori comandassero interi popoli, perchè più facile comprare da una sola famiglia che da un regolare governo.
gli abbiamo rubato la serenità, perchè i dittatori appoggiati dai governi occidentali dovevano tenerli sotto con le cattive.
gli abbiamo rubato il benessere, perchè dovevamo stare bene noi con le loro ricchezze, e far star benissimo i cani da guardia che dovevano tenerli sotto.
gli abbiamo rubato la speranza, perchè l'occidente ha sempre (a parole) aiutato le loro rivolte, ma appena possibile metteva un altro cane da guardia compiacente, magari peggiore di quello precedente.
lo sapevamo tutti che prima o poi sarebbero arrivati a presentarci il conto.
o forse qualcuno di voi pensava che il petrolio, il gas, i prodotti derivati dal petrolio e dal gas, li avevamo sotto il culo noi?
verranno a riprendersi tutto......
che cazzo volete, dopo decenni di benesere alla faccia degli altri?
il 30% della popolazione mondiale che consuma l'80% delle risorse lasciando al 70% della popolazione il restante 20% non vi ha mai creato qualche dubbio?
o siete tutti scarsi in matematica?
affanculo, per me hanno ragione da vendere!
lunedì 7 febbraio 2011
La giustizia tarda ... e a volte non arriva
La giustizia tarda ... e a volte non arriva.
L’ex presidente degli Stati Uniti, Georges W. Bush, è uscito di scena silenziosamente. Speravo che questa riservatezza fosse la prova del fatto che sapeva benissimo che, meno si parlava delle sue malefatte e meglio era. Ma qualche tempo fa ha avuto voglia di farsi un giro in Europa con qualche conferenza nella pacifica Svizzera. Appena uscita la notizia dell’arrivo di Bush, l’Organizzazione Mondiale contro la Tortura, nella sua sede di Ginevra, ha chiesto al governo svizzero di aprire un’indagine sull’uso della tortura che l’ex presidente ha autorizzato nelle tragiche vicende di Abu Graib, Guantánamo, ma anche in carceri statunitensi o di paesi amici.
A seguito di questa denuncia, il pavido Bush rischiava di venire arrestato non appena avesse messo piede in territorio Svizzero. Qualcosa di simile era capitato a Londra al vecchio e sfacciato golpista, torturatore e violatore dei diritti umani, il generale cileno Augusto Pinochet. Che si trattasse di un rischio concreto lo dimostra il fatto che Bush ha annullato il suo viaggio e se ne è ritornato nell’ombra dove farebbe meglio a restare, approfittando della memoria corta della pubblica opinione che gli consente di non dover affrontare un redde ratione per i guasti che ha prodotto nel mondo intero, a cominciare dal martoriato Medio Oriente, passando per il resto del mondo e includendo gli Stati Uniti, la cui tradizione democratica è stata gravemente violentata dalle leggi di eccezionalità promulgate nella folle e incomprensibile “guerra al terrorismo”.
In questi stessi giorni è morto, nel carcere a cielo aperto di Guantánamo, l’afgano Awal Malin Gul di 48 anni, accusato di terrorismo e detenuto dal 2002 senza che siano mai state presentate prove contro di lui. Gul è il settimo detenuto che muore in quel carcere, i primi cinque si sono suicidati, un sesto è morto per un tumore e Gul –a quanto dicono le autorità- per un attacco cardiaco.
Questi due avvenimenti suscitano poca eco nei mezzi di informazione non solo in Italia (in tutt’altre faccende affaccendata) ma anche nel resto del mondo.
I giornali più attenti e sensibili alla questione dei diritti umani non hanno ripreso la legittima iniziativa dell’Organizzazione Mondiale contro la Tortura; ha dimenticato Guantánamo e le sue illegalità; non rivela nessun interesse per il caso di Posada Carriles, il terrorista internazionale che ha operato a Cuba, in Venezuela, in Salvador e a Panama, ordendo sabotaggi ed omicidi ed assumendosene la responsabilità; ignorano sistematicamente le angherie a cui sono sottoposti cinque agenti cubani nelle carceri statunitensi la più grave delle quali è il divieto alle visite delle mogli di due di loro che dura ormai da dodici anni.
Eppure stiamo parlando di mezzi di informazione assai importanti e di grande portata, capaci di armare efficaci e tempestive campagne per il rispetto dei diritti umani nel mondo. Sono i giornali, le radio e le catene di televisione che si sono dimostrati prontissimi a rilevare qualsiasi scossa, anche la più lieve, che provenga da Bolivia, Venezuela o Cuba. Sono quelli che per la morte in carcere a seguito di uno sciopero della fame del detenuto Orlando Zapata hanno fatto venire giù il mondo.
Ma su Guantánamo, su Posada Carriles, sui Cinque cubani prigionieri, sulle gravissime colpe di Georges W. Bush e sull’opportunità di chiamarlo a darne conto davanti ai giudici, silenzio assoluto.
Da Latinoamerica
L’ex presidente degli Stati Uniti, Georges W. Bush, è uscito di scena silenziosamente. Speravo che questa riservatezza fosse la prova del fatto che sapeva benissimo che, meno si parlava delle sue malefatte e meglio era. Ma qualche tempo fa ha avuto voglia di farsi un giro in Europa con qualche conferenza nella pacifica Svizzera. Appena uscita la notizia dell’arrivo di Bush, l’Organizzazione Mondiale contro la Tortura, nella sua sede di Ginevra, ha chiesto al governo svizzero di aprire un’indagine sull’uso della tortura che l’ex presidente ha autorizzato nelle tragiche vicende di Abu Graib, Guantánamo, ma anche in carceri statunitensi o di paesi amici.
A seguito di questa denuncia, il pavido Bush rischiava di venire arrestato non appena avesse messo piede in territorio Svizzero. Qualcosa di simile era capitato a Londra al vecchio e sfacciato golpista, torturatore e violatore dei diritti umani, il generale cileno Augusto Pinochet. Che si trattasse di un rischio concreto lo dimostra il fatto che Bush ha annullato il suo viaggio e se ne è ritornato nell’ombra dove farebbe meglio a restare, approfittando della memoria corta della pubblica opinione che gli consente di non dover affrontare un redde ratione per i guasti che ha prodotto nel mondo intero, a cominciare dal martoriato Medio Oriente, passando per il resto del mondo e includendo gli Stati Uniti, la cui tradizione democratica è stata gravemente violentata dalle leggi di eccezionalità promulgate nella folle e incomprensibile “guerra al terrorismo”.
In questi stessi giorni è morto, nel carcere a cielo aperto di Guantánamo, l’afgano Awal Malin Gul di 48 anni, accusato di terrorismo e detenuto dal 2002 senza che siano mai state presentate prove contro di lui. Gul è il settimo detenuto che muore in quel carcere, i primi cinque si sono suicidati, un sesto è morto per un tumore e Gul –a quanto dicono le autorità- per un attacco cardiaco.
Questi due avvenimenti suscitano poca eco nei mezzi di informazione non solo in Italia (in tutt’altre faccende affaccendata) ma anche nel resto del mondo.
I giornali più attenti e sensibili alla questione dei diritti umani non hanno ripreso la legittima iniziativa dell’Organizzazione Mondiale contro la Tortura; ha dimenticato Guantánamo e le sue illegalità; non rivela nessun interesse per il caso di Posada Carriles, il terrorista internazionale che ha operato a Cuba, in Venezuela, in Salvador e a Panama, ordendo sabotaggi ed omicidi ed assumendosene la responsabilità; ignorano sistematicamente le angherie a cui sono sottoposti cinque agenti cubani nelle carceri statunitensi la più grave delle quali è il divieto alle visite delle mogli di due di loro che dura ormai da dodici anni.
Eppure stiamo parlando di mezzi di informazione assai importanti e di grande portata, capaci di armare efficaci e tempestive campagne per il rispetto dei diritti umani nel mondo. Sono i giornali, le radio e le catene di televisione che si sono dimostrati prontissimi a rilevare qualsiasi scossa, anche la più lieve, che provenga da Bolivia, Venezuela o Cuba. Sono quelli che per la morte in carcere a seguito di uno sciopero della fame del detenuto Orlando Zapata hanno fatto venire giù il mondo.
Ma su Guantánamo, su Posada Carriles, sui Cinque cubani prigionieri, sulle gravissime colpe di Georges W. Bush e sull’opportunità di chiamarlo a darne conto davanti ai giudici, silenzio assoluto.
Da Latinoamerica
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