Storia 2: i contractors sono mercenari?
Un giudice federale di Washington, Ricardo Urbina, ha rifiutato l’incriminazione per strage di alcuni mercenari nordamericani, dipendenti della famigerata Blackwater, accusati di aver ucciso, senza motivo, 17 civili iracheni a Baghdad nel 2007. Le ragioni con cui Urbina ha motivato la sua decisione sono una vera e propria caricatura del garantismo più estremo e capzioso: gli investigatori e i procuratori che hanno indagato sull’eccidio “nel loro zelo di portare prove, hanno cercato aggressivamente dichiarazioni subito dopo la sparatoria e nelle indagini successive”. E non è tutto. Il giudice Urbina sostiene che, nel fare questo lavoro “la squadra di inquirenti del governo di Washington ha ripetutamente trascurato gli avvertimenti di esperti e procuratori anziani assegnati specificamente al caso per consigliarli”, con tanti saluti all’autonomia degli stessi inquirenti. E questo perché, secondo lui, avrebbero utilizzato per l’accusa dichiarazioni che gli indagati avevano reso sotto la minaccia di essere licenziati e con la promessa che non sarebbero state usate in tribunale.
Così, basandosi su questo fondamento giuridico scovato chissà dove, Urbina ha evitato ai cinque un processo per strage, rifiutandosi, in definitiva, di “giustificare la sconsiderata violazione dei diritti costituzionali degli imputati come un innocuo errore”. Dello sconsiderato eccidio di donne, vecchi e bambini compiuto a Nisour Square il 16 settembre 2007 dai cinque mercenari della Blackwater, facenti parte della scorta a un convoglio che stava evacuando funzionari americani dopo un attentato, a lui invece non è importato nulla, né come giudice né come essere umano.
Per Ricardo Urbina, campione della giustizia della democrazia nordamericana, non è importante sapere perché a un incrocio trafficato i cinque contractors individuati -ma anche altri non identificati- abbiano cominciato a sparare a man salva sulla folla. Senza nessuna ragione, secondo l’accusa, in risposta invece a un attacco, secondo la difesa.
Ma grazie alla linea scelta da Urbina, senza nessun rispetto per l’etica e il diritto di tutti, non solo dei mercenari, non lo sapremo mai e l’eccidio di Nisour Square sarà solo uno dei tanti “effetti collaterali” o uno dei tanti “tragici errori” di una guerra senza senso e senza motivazioni, se non quella squallida del controllo di paesi scomodi ma con fonti di energia.
Cosa sono, in fondo, diciassette civili iracheni uccisi e senza giustizia? Come ha scritto qualcuno, “una goccia trascurabile nel mare dei caduti sulla strada della democrazia”. Quello che più colpisce, semmai, è proprio l’affermazione che le vittime civili siano il prezzo pagato al ristabilimento della democrazia. Di quale democrazia stiamo parlando se, per esempio, in Afghanistan, per un’altra guerra senza fine in una terra che è già stata una trappola fatale per Gran Bretagna e Unione Sovietica, attualmente sono in campo più contractors [104mila] che soldati dell’esercito Usa e del contingente Nato [circa 100mila]?
Quale morale crediamo di esportare se la guerra, specie quella sporca, la fanno i mercenari, senza alcuna regola? Una volta la guerra veniva dichiarata, con ambasciatori. Non è che fosse più nobile o accettabile di quelle che si fanno adesso, senza alcuna dichiarazione. Ma almeno la combattevano gli eserciti e soltanto gli eserciti. Adesso i conflitti si fanno per procura e le cose più abominevoli, dalle stragi di civili, alle torture ai prigionieri, alla protezione dei presunti uomini d’affari che vanno nei teatri di guerra per rapinare le ricchezze di un popolo o di una nazione, sono appaltate alle confraternite della violenza, chiamate agenzie di sicurezza, in realtà veri e propri eserciti privati che non rispettano nessuna regola e nessuna legge.
Forse è per questo che da noi tali combattenti, a 15mila dollari al mese, li chiamano contractors e non mercenari, per quell’ipocrisia delle parole per cui la guerra in Afghanistan, che dura da 9 anni, si chiama “operazione libertà duratura”.
Di questo uso spregiudicato e fuorviante delle parole si rallegrava, invece, recentemente, il Corriere della Sera, commentando l’archiviazione dell’indagine riguardante Paolo Simeone e Valeria Castellani, proprietari della Intersos, un’agenzia di sicurezza italiana, che aveva ingaggiato, per alcune operazioni in Iraq, quattro italiani, Quattrocchi, Stefio, Agliana e Cupertino. I quattro, però, erano stati catturati nell’aprile del 2004 dalle Brigate Verdi, una delle fazioni della resistenza irachena e Quattrocchi [non è stato ancora chiarito perché] era stato fucilato dopo pochi giorni.
Era morto con grande dignità. “Vi faccio vedere come muore un italiano”, aveva detto prima dell’esecuzione davanti a una telecamera, e il suo comportamento orgoglioso aveva colpito l’opinione pubblica tanto che ben due procure, quella di Genova e quella di Bari, avevano aperto un indagine in base all’articolo 288 del codice penale che punisce “l’arruolamento o l’armamento non autorizzato al servizio di uno Stato estero”, per scoprire in che modo Quattrocchi e i suoi compagni erano stati arruolati, e per quale lavoro.
Ora il giudice per le indagini preliminari di Genova, su richiesta del pubblico ministero Francesca Nanni, ha deciso l’archiviazione dichiarandosi convinta che i quattro contractors italiani svolgevano in Iraq attività di security, di guardia del corpo e non partecipavano, invece a “incursioni dirette a mutare l’ordine costituzionale di un paese”. Non erano quindi, a suo giudizio, dei mercenari, ma solo dei bodyguards.
È difficile stabilire se l’interpretazione corretta di questa storia è quella della procura di Genova e non quella della procura di Bari, che invece continua a indagare su Salvatore Stefio e sul suo socio Giampiero Spinelli, accusati di aver violato lo stesso articolo del codice, quello riguardante l’ingaggio di persone per andare a fare una guerra su commissione, per il quale sono stati assolti i proprietari dell’agenzia Intersos.
Certo, ci vuole un bel coraggio per arrivare alla conclusione, come ha fatto il Corriere della Sera, che, dopo questo verdetto, andare a fare il contractor in Iraq sia un lavoro leggittimo, pulito, per costruirsi un avvenire e una famiglia, non importa se sulla pelle di un popolo. E quindi è normale che qualcuno voglia dedicare una strada a Quattrocchi
Perché anche chi prende 15mila euro al mese per fare il guardiaspalla -e non il mercenario come quelli di Blackwater, che invece non si vergognano per niente di questa definizione- dovrebbe domandarsi cosa ci fa in un paese dove servono decine di migliaia di bodyguards per proteggere un esercito mandato in teoria per ristabilire la democrazia, o per scortare dei manager venuti per avviare la ricostruzione di un paese che invece saccheggiano.
Per questo sono sconcertato quando apprendo che solo il 30 dicembre scorso, nell’attacco suicida del terrorista giordano Humam al-Balawi nella base Usa di Camp Chapman a Khost, sul confine fra Afghanistan e Pakistan nella zona dove teoricamente si nasconde bin Laden, fra le sette vittime nordamericane, tutti agenti della Cia, c’erano anche due contractors della Xe, come ora si chiama la famigerata Blackwater, Dane Paresi e l’ex membro dei corpi speciali della Marina Usa Jeremy Wise.
Lascia basiti non solo il fatto che, dopo nove anni di guerra, i talebani siano ancora in grado di colpire al cuore l’intelligence nordamericana e decapitare l’avamposto Cia più sofisticato nel loro territorio, ma anche che, dopo tutte le smentite di Leon Panetta, direttore della Cia, sul livello di collaborazione ancora in piedi con gli impresentabili guerrieri a gettone di Xe-Blackwater, i drammatici risultati dell’attentato rivelino che il Dipartimento di Stato e il Pentagono si avvalgono ancora di questi assassini e torturatori e non per azioni superficiali.
“A oggi, Blackwater non è coinvolta in nessuna nostra operazione in ruoli che non siano di sicurezza o supporto” aveva dichiarato ufficialmente il portavoce della Cia, George Little, lo scorso 11 dicembre. E, prima di lui, il direttore Panetta, a giugno aveva dichiarato davanti al Congresso che la Cia aveva cancellato tutti i piani di assassini mirati in cui era coinvolto personale Blackwater.
Non sono le bugie che lasciano perplessi, ma la convinzione che la guerra nel tempo che viviamo debba essere per forza “sporca” e vada condotta senza alcun ritegno, magari, per salvare la faccia, appaltandola a professionisti dei crimini di guerra. Nella maggior parte è questo il mestiere del contractor.
Non sorprende quindi che sempre the Nation, così come fece per i tremila cittadini americani di religione musulmana “desaparecidos” qualche anno fa per le leggi antiterrorismo varate da Bush jr dopo l’11 settembre 2001, abbia messo sotto tiro la Blackwater e tutte le sue vecchie e nuove imprese e stia conducendo una puntuale indagine sul modo disinvolto di condurre le guerre in Afghanistan e Iraq anche nell’epoca di Obama.
Un dovere al quale, ancora una volta, non hanno sentito di dover ottemperare i media italiani, d’altronde carenti in precisione ed etica per esempio su tutti gli argomenti caldi nel complicato tramonto del 2009 in America latina. Dalle elezioni farsesche in Honduras, al voto dell’Onu –ribadito per la 18esima volta da 187 nazioni- contro l’embargo Usa a Cuba, al trionfo di un ex tupamaro, Pepe Mujica, nelle elezioni presidenziali in Uruguay, e alla conferma di Evo Morales in quelle boliviane dopo che, per anni, la stampa occidentale aveva preannunciato l’imminente fine del suo progetto di società che sogna il buen vivir e il rispetto dei diritti di tutti.
Per parte della stampa occidentale, ma è più giusto dire di quella italiana e spagnola, anche quella che una volta fu progressista, era più pressante dare spazio alla bloguera cubana Yoani Sánchez, anche dopo che era stato provato che le sue tirate contro la Revolución erano trasmesse grazie a un server tedesco che dispone di una banda 60 volte superiore a quella dell’intera rete cubana, e che il suo sforzo, come detto, era solo un segmento della cyberguerra decisa nel 2003 dall’ex ministro della Difesa Usa Donald Rumsfeld, contro Cuba. Non a caso la rivista Resumen latinoamericano l’ha definita “la figlia di Prisa”, ricordando che questa nuova strategia della tensione è cominciata con il premio Ortega y Gasset assegnatole un anno fa dal gruppo che edita el País, uno dei quotidiani un tempo progressisti e che, recentemente, ha ceduto parte del suo impero riguardante radio e televisioni locali, che servono nel mondo 30 milioni di utenti, al gruppo Mediaset.
martedì 11 maggio 2010
storie
Storia 1: Haiti va aiutata o annessa?
A meno di 24 ore dalla catastrofe che ha disintegrato la già poverissima isola caraibica di colonizzazione francese, i 344 medici e specialisti della salute cubani che, in 227 dei 337 comuni del paese aiutano e curano da tempo, quotidianamente, quella martoriata umanità, erano già intervenuti in più di mille emergenze. Solo tre di loro erano feriti. Nello stesso frangente stava già arrivando a Port au Prince, con due ospedali da campo che si sarebbero collocati a fianco degli ospedali pubblici crollati, un altro gruppo di volontari, che avrebbe portato a circa mille il numero dei cooperanti cubani del settore della salute.
A questo dato bisogna aggiungere che non meno di 400 giovani haitiani, negli ultimi anni, si sono formati come medici a Cuba, specie nella Scuola di Medicina Latinoamericana, nata dieci anni fa dopo che il terribile uragano Mitch aveva devastato tutte le repubbliche del Centroamerica [Guatemala, Belize, Nicaragua, Salvador, Honduras, Costarica e Panama] terre di miseria, dove i dottori ci sono –quando ci sono- nelle città, ma scarseggiano nelle campagne perché i contadini non hanno niente per pagarli.
Lo ricordava con orgoglio Fidel Castro sul Granma, in una delle sue “Riflessioni”, che pubblichiamo in questo numero di Latinoamerica.
I dati che abbiamo fornito. e che sono insmentibili, stridono sorprendentemente, però, con le notizie che si susseguono mentre scrivo questo articolo e che segnalano come gli Stati Uniti, nelle stesse ore, stiano invece inviando oltre 10mila marines [più di quanti abbiano fatto recentemente per l’Afghanistan] un contingente che, a breve, potrebbe addirittura raddoppiarsi. Perché questa differenza di approccio?
Speriamo di sbagliarci, ma abbiamo l’impressione che la difesa del poco che è rimasto in piedi, quasi sempre nei quartieri dei più abbienti, sia per Washington una priorità, rispetto alla possibilità di salvare vite umane, feriti e persone che sono rimaste senza nulla, al massimo con quello che hanno addosso, calcinacci compresi.
Insomma, come successe per New Orleans, sembra quasi che il crudele destino di Haiti abbia portato con sé, oltre alla sciagura, anche la non trascurabile possibilità, una volta sgomberate le macerie, di creare un bel business. Forse ora, nell’era di Obama, si eviterà di favorire la mitica Halliburton, per la quale si spendeva l’ex vicepresidente Usa Dick Cheney e che attualmente ha, fra i tanti affari, l’appalto miliardario della fornitura di cibo, vestiario e materiali vari all’esercito nordamericano in Iraq e in Afghanistan. Ma il progetto è già all’orizzonte.
Non è un pregiudizio. Basta pensare che il Fondo Monetario Internazionale, uno degli enti responsabili della miseria della maggior parte dell’umanità, già giovedì 14, due giorni dopo la catastrofe, ha trionfalmente annunciato un nuovo prestito di 100 milioni di dollari per Haiti, che nasconde il solito saccheggio dei paesi poveri e disperati. Per questo The Nation, la rivista progressista di geopolitica più prestigiosa d’America, ha raccontato la nuova elargizione con queste parole: “Da una parte il prestito sarebbe una buona cosa: Haiti è allo stremo è ha bisogno di una massiccia infusione di denaro. Ma il prestito è stato concesso solo mediante l’estensione del credito di Haiti, che già deve al Fmi 165milioni di dollari, e con delle condizioni imposte, fra cui l’aumento delle tariffe elettriche, il divieto di aumento dei salari degli impiegati pubblici e l’impegno a tenere bassa l’inflazione”.
In altre parole, proprio alla faccia di quest’ultima tragedia, il Fmi sta di nuovo usando disastri e debiti come leve per spingere ancora una volta un paese stremato verso le consuete, crudeli e perdenti riforme neoliberiste.
Ci vuole un stomaco davvero forte per affrontare tragedie umane con questo cinismo, e ti domandi con quale sconsideratezza i media del mondo che viviamo, anche quelli si dichiarano ancora di sinistra, affrontano il problema dei diritti violati dei popoli, stigmatizzando, proprio in America latina, Cuba o il Venezuela, se poi sono queste realtà politiche, certo non prive di errori e contraddizioni, ad affrontare in modo umano e realista i disastri dei pueblos hermanos rimasti prigionieri delle logiche economiche di quei paesi forti che giurano di portare nel mondo la democrazia e la libertà e poi sono pronti a sfruttare senza ritegno qualunque tragedia dei poveri.
Non a caso, sempre the Nation, spiega: “La vulnerabilità di Haiti ai disastri naturali, la sua carenza alimentare, la miseria, la deforestazione e la sua mancanza di infrastrutture non sono accidentali. Dire che Haiti è la nazione più povera dell’emisfero occidentale è un’imprecisione: Haiti è stata resa la più povera. Dalla Francia, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, da altre potenze occidentali e da organismi come il Fondo Monetario e la Banca Mondiale.”
Se il quadro è questo, con quale coraggio anche l’America di Obama tiene sotto schiaffo per esempio Cuba, non solo pronta a “esportare” in tutti i Sud del mondo un’eccellenza sanitaria forte di 70mila medici, ma capace perfino, in questi giorni amari in cui si temeva uno tsunami nei Caraibi, di mettere in sicurezza, in un’ora, i 30mila abitanti della zona di Baracoa, quella di fronte ad Haiti?
Questo modo di agire si chiama rispetto dei diritti umani delle persone. La nostra informazione, però, non se n’è accorta, anche se tutte le notizie che ho messo in fila in quest’articolo sono in Rete. Forse perché qui non erano in campo le aspirazioni e le esigenze di Yoani Sánchez, la bloguera soldatessa della cyberguerra che gli Stati Uniti, dai tempi di Rumsfeld, continuano a fare a Cuba anche dopo l’elezione del nuovo Presidente, deludendo tante speranze e contraddicendo tante promesse di cambio.
Perché, insomma, il mondo che cerca un futuro dovrebbe sposare il neoliberismo caro alle scelte di tutte le amministrazioni Usa, se poi quando il destino disperde in un attimo un popolo, come nel caso di Haiti, è Cuba, anomala, diversa, “stato canaglia” [come l’ha confermata nell’elenco dei cattivi anche Obama], a essere in grado di portare un aiuto immediato, concreto sul campo e non la Colombia, il Perù o il Messico, gli stati vassalli, fedeli all’Alca, il trattato di libero commercio con Washington?
Cuba, per esempio, dopo 50 anni di assedio ha aperto il suo spazio aereo al transito dei voli umanitari provenienti dagli Stati Uniti per favorire le operazioni di soccorso. I marines Usa, invece, sono entrati quasi subito in urto con Francia e Brasile, cioè con Medici senza Frontiere e con il contingente Onu a maggioranza del governo di Brasilia, per la gestione molto personale che facevano dell’aeroporto di Port au Prince. Una gestione che ha fatto dirottare l’aereo di MsF con due ospedali da campo a bordo, all’aeroporto di Santo Domingo perché bisognava aspettare l’arrivo di Hillary Clinton.
Forse è solo una questione di ruolo, un grande paese come gli Stati Uniti non può permettersi di intervenire in un disastro naturale senza pensare agli sviluppi politici, economici e strategici che quella tragedia porterà. Così, come ha scritto Tommaso Di Francesco sul manifesto del 17 gennaio, ancor prima del personale sanitario, per gli Usa è conveniente mandare i marines.
Bene o male, in questa America latina da qualche tempo insofferente e indisciplinata alle vecchie regole dell’Impero, l’antica Hispaniola sta a metà strada tra Cuba e Venezuela, e farsi sfuggire l’occasione di allestire magari una base militare in quella terra ora così bisognosa di tutto, sarebbe, per l’apparato del Pentagono, una distrazione imperdonabile.
Poi, per la copertina, si convocano due ex presidenti per la raccolta fondi. Peccato che tanto Clinton quanto Bush jr non abbiano precedenti positivi sul tema. Il primo, democratico, è stato protagonista delle sconfitte politiche di Washington nella gestione della crisi haitiana nel 1994. Il secondo, Bush jr. repubblicano, sotto la cui presidenza New Orleans fu cancellata dall’uragano Katrina ma più ancora dalla totale incapacità del suo governo, prima di proteggere la città del jazz, poi di soccorrerla e infine di farla rinascere.
Ma i media italiani hanno ben altro a cui pensare: le prossime elezioni regionali, con chi andrà Casini, la riabilitazione di Craxi, l’inquietante riforma della giustizia, o il deputato leghista che si scandalizza per alcune pagine del Diario di Anna Frank. Il pubblico non deve sapere né capire cosa succede nel mondo. I buoni sono sempre gli stessi, e i cattivi anche, malgrado i fatti smentiscano questi schemi.
Perché l’etica, la verità dell’informazione è un’esigenza ormai svalutata.
Da Latinoamerica di gennaio 2010
A meno di 24 ore dalla catastrofe che ha disintegrato la già poverissima isola caraibica di colonizzazione francese, i 344 medici e specialisti della salute cubani che, in 227 dei 337 comuni del paese aiutano e curano da tempo, quotidianamente, quella martoriata umanità, erano già intervenuti in più di mille emergenze. Solo tre di loro erano feriti. Nello stesso frangente stava già arrivando a Port au Prince, con due ospedali da campo che si sarebbero collocati a fianco degli ospedali pubblici crollati, un altro gruppo di volontari, che avrebbe portato a circa mille il numero dei cooperanti cubani del settore della salute.
A questo dato bisogna aggiungere che non meno di 400 giovani haitiani, negli ultimi anni, si sono formati come medici a Cuba, specie nella Scuola di Medicina Latinoamericana, nata dieci anni fa dopo che il terribile uragano Mitch aveva devastato tutte le repubbliche del Centroamerica [Guatemala, Belize, Nicaragua, Salvador, Honduras, Costarica e Panama] terre di miseria, dove i dottori ci sono –quando ci sono- nelle città, ma scarseggiano nelle campagne perché i contadini non hanno niente per pagarli.
Lo ricordava con orgoglio Fidel Castro sul Granma, in una delle sue “Riflessioni”, che pubblichiamo in questo numero di Latinoamerica.
I dati che abbiamo fornito. e che sono insmentibili, stridono sorprendentemente, però, con le notizie che si susseguono mentre scrivo questo articolo e che segnalano come gli Stati Uniti, nelle stesse ore, stiano invece inviando oltre 10mila marines [più di quanti abbiano fatto recentemente per l’Afghanistan] un contingente che, a breve, potrebbe addirittura raddoppiarsi. Perché questa differenza di approccio?
Speriamo di sbagliarci, ma abbiamo l’impressione che la difesa del poco che è rimasto in piedi, quasi sempre nei quartieri dei più abbienti, sia per Washington una priorità, rispetto alla possibilità di salvare vite umane, feriti e persone che sono rimaste senza nulla, al massimo con quello che hanno addosso, calcinacci compresi.
Insomma, come successe per New Orleans, sembra quasi che il crudele destino di Haiti abbia portato con sé, oltre alla sciagura, anche la non trascurabile possibilità, una volta sgomberate le macerie, di creare un bel business. Forse ora, nell’era di Obama, si eviterà di favorire la mitica Halliburton, per la quale si spendeva l’ex vicepresidente Usa Dick Cheney e che attualmente ha, fra i tanti affari, l’appalto miliardario della fornitura di cibo, vestiario e materiali vari all’esercito nordamericano in Iraq e in Afghanistan. Ma il progetto è già all’orizzonte.
Non è un pregiudizio. Basta pensare che il Fondo Monetario Internazionale, uno degli enti responsabili della miseria della maggior parte dell’umanità, già giovedì 14, due giorni dopo la catastrofe, ha trionfalmente annunciato un nuovo prestito di 100 milioni di dollari per Haiti, che nasconde il solito saccheggio dei paesi poveri e disperati. Per questo The Nation, la rivista progressista di geopolitica più prestigiosa d’America, ha raccontato la nuova elargizione con queste parole: “Da una parte il prestito sarebbe una buona cosa: Haiti è allo stremo è ha bisogno di una massiccia infusione di denaro. Ma il prestito è stato concesso solo mediante l’estensione del credito di Haiti, che già deve al Fmi 165milioni di dollari, e con delle condizioni imposte, fra cui l’aumento delle tariffe elettriche, il divieto di aumento dei salari degli impiegati pubblici e l’impegno a tenere bassa l’inflazione”.
In altre parole, proprio alla faccia di quest’ultima tragedia, il Fmi sta di nuovo usando disastri e debiti come leve per spingere ancora una volta un paese stremato verso le consuete, crudeli e perdenti riforme neoliberiste.
Ci vuole un stomaco davvero forte per affrontare tragedie umane con questo cinismo, e ti domandi con quale sconsideratezza i media del mondo che viviamo, anche quelli si dichiarano ancora di sinistra, affrontano il problema dei diritti violati dei popoli, stigmatizzando, proprio in America latina, Cuba o il Venezuela, se poi sono queste realtà politiche, certo non prive di errori e contraddizioni, ad affrontare in modo umano e realista i disastri dei pueblos hermanos rimasti prigionieri delle logiche economiche di quei paesi forti che giurano di portare nel mondo la democrazia e la libertà e poi sono pronti a sfruttare senza ritegno qualunque tragedia dei poveri.
Non a caso, sempre the Nation, spiega: “La vulnerabilità di Haiti ai disastri naturali, la sua carenza alimentare, la miseria, la deforestazione e la sua mancanza di infrastrutture non sono accidentali. Dire che Haiti è la nazione più povera dell’emisfero occidentale è un’imprecisione: Haiti è stata resa la più povera. Dalla Francia, dagli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna, da altre potenze occidentali e da organismi come il Fondo Monetario e la Banca Mondiale.”
Se il quadro è questo, con quale coraggio anche l’America di Obama tiene sotto schiaffo per esempio Cuba, non solo pronta a “esportare” in tutti i Sud del mondo un’eccellenza sanitaria forte di 70mila medici, ma capace perfino, in questi giorni amari in cui si temeva uno tsunami nei Caraibi, di mettere in sicurezza, in un’ora, i 30mila abitanti della zona di Baracoa, quella di fronte ad Haiti?
Questo modo di agire si chiama rispetto dei diritti umani delle persone. La nostra informazione, però, non se n’è accorta, anche se tutte le notizie che ho messo in fila in quest’articolo sono in Rete. Forse perché qui non erano in campo le aspirazioni e le esigenze di Yoani Sánchez, la bloguera soldatessa della cyberguerra che gli Stati Uniti, dai tempi di Rumsfeld, continuano a fare a Cuba anche dopo l’elezione del nuovo Presidente, deludendo tante speranze e contraddicendo tante promesse di cambio.
Perché, insomma, il mondo che cerca un futuro dovrebbe sposare il neoliberismo caro alle scelte di tutte le amministrazioni Usa, se poi quando il destino disperde in un attimo un popolo, come nel caso di Haiti, è Cuba, anomala, diversa, “stato canaglia” [come l’ha confermata nell’elenco dei cattivi anche Obama], a essere in grado di portare un aiuto immediato, concreto sul campo e non la Colombia, il Perù o il Messico, gli stati vassalli, fedeli all’Alca, il trattato di libero commercio con Washington?
Cuba, per esempio, dopo 50 anni di assedio ha aperto il suo spazio aereo al transito dei voli umanitari provenienti dagli Stati Uniti per favorire le operazioni di soccorso. I marines Usa, invece, sono entrati quasi subito in urto con Francia e Brasile, cioè con Medici senza Frontiere e con il contingente Onu a maggioranza del governo di Brasilia, per la gestione molto personale che facevano dell’aeroporto di Port au Prince. Una gestione che ha fatto dirottare l’aereo di MsF con due ospedali da campo a bordo, all’aeroporto di Santo Domingo perché bisognava aspettare l’arrivo di Hillary Clinton.
Forse è solo una questione di ruolo, un grande paese come gli Stati Uniti non può permettersi di intervenire in un disastro naturale senza pensare agli sviluppi politici, economici e strategici che quella tragedia porterà. Così, come ha scritto Tommaso Di Francesco sul manifesto del 17 gennaio, ancor prima del personale sanitario, per gli Usa è conveniente mandare i marines.
Bene o male, in questa America latina da qualche tempo insofferente e indisciplinata alle vecchie regole dell’Impero, l’antica Hispaniola sta a metà strada tra Cuba e Venezuela, e farsi sfuggire l’occasione di allestire magari una base militare in quella terra ora così bisognosa di tutto, sarebbe, per l’apparato del Pentagono, una distrazione imperdonabile.
Poi, per la copertina, si convocano due ex presidenti per la raccolta fondi. Peccato che tanto Clinton quanto Bush jr non abbiano precedenti positivi sul tema. Il primo, democratico, è stato protagonista delle sconfitte politiche di Washington nella gestione della crisi haitiana nel 1994. Il secondo, Bush jr. repubblicano, sotto la cui presidenza New Orleans fu cancellata dall’uragano Katrina ma più ancora dalla totale incapacità del suo governo, prima di proteggere la città del jazz, poi di soccorrerla e infine di farla rinascere.
Ma i media italiani hanno ben altro a cui pensare: le prossime elezioni regionali, con chi andrà Casini, la riabilitazione di Craxi, l’inquietante riforma della giustizia, o il deputato leghista che si scandalizza per alcune pagine del Diario di Anna Frank. Il pubblico non deve sapere né capire cosa succede nel mondo. I buoni sono sempre gli stessi, e i cattivi anche, malgrado i fatti smentiscano questi schemi.
Perché l’etica, la verità dell’informazione è un’esigenza ormai svalutata.
Da Latinoamerica di gennaio 2010
lunedì 26 aprile 2010
Calciopoli ? Una sentenza pazzesca...
Pubblicato il 07.11.2007
"Calciopoli?Una sentenza pazzesca..."
di Stefano Discreti
“Con la perdita di Enzo Biagi scompare una grande voce di libertà”
Migliori parole di quelle pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
non potevano esser utilizzate.
Scompare un maestro del giornalismo italiano che grazie alla sua grandissima competenza e professionalità aveva costruito intorno a se una vastissima rete di ammiratori ed amici.
Scompare anche però, una persona che per la sua costante ricerca di giustizia, libertà e verità, si è creato nel corso degli anni non pochi nemici.
Perché cercare la verità, quando il mondo esterno vuole farti creder altro, ti porterà sempre a stare dalla parte della minoranza.
E la maggioranza avrà sempre l’interesse di emarginarti e far passare le tue grida di giustizia in silenzio.
Credo che il miglior modo possibile per ricordare il grande Maestro sia proprio quello di continuare a battersi per la ricerca della libertà e della verità, proprio come lui ci ha insegnato.
In una delle sue ultime interviste, Enzo Biagi a Il Tirreno riferendosi circa lo scandalo calcistico di Calciopoli disse:
"Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito.
Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome.
Una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna.
E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento?
Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti.
Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?".
Ciao Enzo, vedrai che ci sarà ancora qualcuno che avrà il coraggio di battersi per la libertà seguendo i tuoi insegnamenti.
"Calciopoli?Una sentenza pazzesca..."
di Stefano Discreti
“Con la perdita di Enzo Biagi scompare una grande voce di libertà”
Migliori parole di quelle pronunciate dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
non potevano esser utilizzate.
Scompare un maestro del giornalismo italiano che grazie alla sua grandissima competenza e professionalità aveva costruito intorno a se una vastissima rete di ammiratori ed amici.
Scompare anche però, una persona che per la sua costante ricerca di giustizia, libertà e verità, si è creato nel corso degli anni non pochi nemici.
Perché cercare la verità, quando il mondo esterno vuole farti creder altro, ti porterà sempre a stare dalla parte della minoranza.
E la maggioranza avrà sempre l’interesse di emarginarti e far passare le tue grida di giustizia in silenzio.
Credo che il miglior modo possibile per ricordare il grande Maestro sia proprio quello di continuare a battersi per la ricerca della libertà e della verità, proprio come lui ci ha insegnato.
In una delle sue ultime interviste, Enzo Biagi a Il Tirreno riferendosi circa lo scandalo calcistico di Calciopoli disse:
"Una sentenza pazzesca, e non perchè il calcio sia un ambiente pulito.
Una sentenza pazzesca perchè costruita sul nulla, su intercettazioni difficilmente interpretabili e non proponibili in un procedimento degno di tal nome.
Una sentenza pazzesca perchè punisce chi era colpevole solo di vivere in un certo ambiente, il tutto condito da un processo che era una riedizione della Santa Inquisizione in chiave moderna.
E mi chiedo: cui prodest? A chi giova il tutto? Perchè tutto è uscito fuori in un determinato momento?
Proprio quando, tra Laziogate di Storace, la lista nera di Telecom, poi Calciopoli, poi l’ex Re d’Italia ed ora, ultimo ma non ultimo, la compagnia telefonica Vodafone che ha denunciato Telecom per aver messo sotto controllo i suoi clienti.
Vuoi vedere che per coprire uno scandalo di dimensioni ciclopiche hanno individuato in Luciano Moggi il cattivo da dare in pasto al popolino?".
Ciao Enzo, vedrai che ci sarà ancora qualcuno che avrà il coraggio di battersi per la libertà seguendo i tuoi insegnamenti.
martedì 6 aprile 2010
Dossier Inter 4° parte
1961 SCARSA SPORTIVITA’ Nel 1961 l’Inter protesta perchè la partita Juve-Inter viene fatta ripetere anzichè essere assegnata all’Inter a tavolino per sfondamento delle recinzioni del pubblico che stava troppo stretto e si era portato a bordo campo. Quando viene disputato il recupero della partita (ultima di quel campionato) l’Inter aveva già perso lo scudetto in quanto era a 3 punti dalla Juve capolista (una vittoria valeva 2 punti). Allora molto sportivamente e con il solito seguito di lacrime manda in campo la squadra primavera e perde 9-1!
-MARTINS ERA DISPOSTO A RACCONTARE AI GIORNALI DELLE ESTERNAZIONI DI MANCINI ALLA SQUADRA SULL'IMMINENTE CALCIOPOLI. POI NON SI E' SAPUTO PIU' NIENTE. E' STATO MESSO A TACERE? PECCATO! AVREBBE PROVATO CHE MANCINI GIA' SAPEVA DELLE INTERCETTAZIONI CHE VENIVANO RACCOLTE AI DANNI DI TUTTO IL CALCIO ITALIANO. IL FATTO SI SAPEVA E ANCHE MOGGI LO HA ACCENNATO IN ALCUNE INTERVISTE, MA CON LA TESTIMONIANZA DI MARTINS SAREBBE STATO PROVATO.
-ADRIANO Avete letto dello scandalo di ADRIANO? Le foto del festino sono state offerte a vari giornali italiani, che le hanno rifiutate. Hanno tentato di mettere tutto a tacere! Adriano fuma al suo party "Sì, sono io, ho solo 24 anni..." L'autore degli scatti avrebbe comunque contattato alcuni giornali italiani, che però avrebbero rifiutato di comprarle. Qualcuno poi deve averle comprate ugualmente ed io come voi le ho viste sul tuttosport. ALLA FINE TUTTO è VENUTO FUORI...
-Nel 1971, durante un quarto di finale di Coppa dei Campioni, in Germania contro il Borussia di Muncenglbact, ad inizio ripresa con il risultato ormai pesantemente compromesso, piovve improvvisamente una lattina sul capo di Boninsegna il quale rimase a terra arrotolandosi dal dolore. La gara terminò con il risultato di 7 a 1 per il Borussia. L’Inter fece ricorso sull’accaduto ed anche se le cose apparvero ai più molto strane, (al tempo non esistevano telecamere dietro agli angoli) il peso politico della società neroazzurra sui parrucconi dell’UEFA rispetto ad una piccola provinciale quale erano i Tedeschi, permise la ripetizione della gara che finì per eliminare il Borussia sconfitto poi sul proprio campo. Alcuni anni più tardi, alcuni protagonisti dell’Inter di quella vicenda, (si sanno anche i nomi) ammisero che grazie un abile trucco, riuscirono ad imbrogliare le carte. Nemmeno queste dichiarazioni bastarono nel tempo poi, a punire l’Inter perchè i fatti come spesso accade, caddero in prescrizione.
- Peruzzi fa fare il gol a Vieri più finto della storia del calcio il 5 maggio, dopo telefonata da sede Inter (a Peruzzi)il 4 maggio.
-Genoa-Inter 2-3 insabbiata anno 1983 (Bagni dichiarò che la partita era truccata) P.s. Aggiungiamoci pure la falsa identità di Eriberto/Luciano....
TUTTE COSE VERE, PERO' QUANTO ERA FORTE L'INTER DEGLI ANNI 60 ! ECCO LA TESTIMONIANZA ALLUCINANTE DI FERRUCCIO MAZZOLA.
La pillola misteriosa di Herrera MILANO - Pillole nel caffè. Che Herrera dava ai giocatori. Molti dei quali sono morti. Un ex racconta il doping della Grande Inter. E chiama in aula tutti i campioni di allora colloquio con Ferruccio Mazzola. Sono campioni che hanno fatto la storia del calcio italiano quelli che passeranno, uno dopo l'altro, in un'aula del tribunale di Roma a parlare di doping. Come Giacinto Facchetti, splendido terzino sinistro; o come Sandro Mazzola, Mariolino Corso, Luis Suarez. E ancora: Tarcisio Burnich, Gianfranco Bedin, Angelo Domenghini, Aristide Guarneri. Tutti chiamati a testimoniare da un loro compagno di squadra di allora, Ferruccio Mazzola, fratello minore di Sandro, che vuole sentire dalla loro voce - e sotto giuramento - la verità su quella Grande Inter che negli anni '60 vinse in Italia e nel mondo. «Non l'ho cercato io, questo processo: mi ci hanno tirato dentro. Ma adesso deve venire fuori tutto», dice Ferruccio. A che cosa si riferisce, Mazzola? «Sono stato in quell'Inter anch'io, anche se ho giocato poco come titolare. Ho vissuto in prima persona le pratiche a cui erano sottoposti i calciatori. Ho visto l'allenatore, Helenio Herrera, che dava le pasticche da mettere sotto la lingua. Le sperimentava sulle riserve (io ero spesso tra quelle) e poi le dava anche ai titolari. Qualcuno le prendeva, qualcuno le sputava di nascosto. Fu mio fratello Sandro a dirmi: se non vuoi mandarla giù, vai in bagno e buttala via. Così facevano in molti. Poi però un giorno Herrera si accorse che le sputavamo, allora si mise a scioglierle nel caffè. Da quel giorno "il caffè" di Herrera divenne una prassi all'Inter». Cosa c'era in quelle pasticche? «Con certezza non lo so, ma credo fossero anfetamine. Una volta dopo quel caffè, era un Como-Inter del 1967, sono stato tre giorni e tre notti in uno stato di allucinazione totale, come un epilettico. Oggi tutti negano, incredibilmente. Perfino Sandro...». Suo fratello? «Sì. Sandro e io, da quando ho deciso di tirare fuori questa storia, non ci parliamo più. Lui dice che i panni sporchi si lavano in famiglia. Io invece credo che sia giusto dirle queste cose, anche per i miei compagni di allora che si sono ammalati e magari ci hanno lasciato la pelle. Tanti, troppi...». A chi si riferisce? «Il primo è stato Armando Picchi, il capitano di quella squadra, morto a 36 anni di tumore alla colonna vertebrale. Poi è stato il turno di Marcello Giusti, che giocava nelle riserve, ucciso da un cancro al cervello alla fine degli anni '90. Carlo Tagnin, uno che le pasticche non le rifiutava mai perché non era un fuoriclasse e voleva allungarsi la carriera correndo come un ragazzino, è morto di osteosarcoma nel 2000. Mauro Bicicli se n'è andato nel 2001 per un tumore al fegato. Ferdinando Miniussi, il portiere di riserva, è morto nel 2002 per una cirrosi epatica evoluta da epatite C. Enea Masiero, all'Inter tra il '55 e il '64, sta facendo la chemioterapia. Pino Longoni, che è passato per le giovanili dell'Inter prima di andare alla Fiorentina, ha una vasculopatia ed è su una sedia a rotelle
-MARTINS ERA DISPOSTO A RACCONTARE AI GIORNALI DELLE ESTERNAZIONI DI MANCINI ALLA SQUADRA SULL'IMMINENTE CALCIOPOLI. POI NON SI E' SAPUTO PIU' NIENTE. E' STATO MESSO A TACERE? PECCATO! AVREBBE PROVATO CHE MANCINI GIA' SAPEVA DELLE INTERCETTAZIONI CHE VENIVANO RACCOLTE AI DANNI DI TUTTO IL CALCIO ITALIANO. IL FATTO SI SAPEVA E ANCHE MOGGI LO HA ACCENNATO IN ALCUNE INTERVISTE, MA CON LA TESTIMONIANZA DI MARTINS SAREBBE STATO PROVATO.
-ADRIANO Avete letto dello scandalo di ADRIANO? Le foto del festino sono state offerte a vari giornali italiani, che le hanno rifiutate. Hanno tentato di mettere tutto a tacere! Adriano fuma al suo party "Sì, sono io, ho solo 24 anni..." L'autore degli scatti avrebbe comunque contattato alcuni giornali italiani, che però avrebbero rifiutato di comprarle. Qualcuno poi deve averle comprate ugualmente ed io come voi le ho viste sul tuttosport. ALLA FINE TUTTO è VENUTO FUORI...
-Nel 1971, durante un quarto di finale di Coppa dei Campioni, in Germania contro il Borussia di Muncenglbact, ad inizio ripresa con il risultato ormai pesantemente compromesso, piovve improvvisamente una lattina sul capo di Boninsegna il quale rimase a terra arrotolandosi dal dolore. La gara terminò con il risultato di 7 a 1 per il Borussia. L’Inter fece ricorso sull’accaduto ed anche se le cose apparvero ai più molto strane, (al tempo non esistevano telecamere dietro agli angoli) il peso politico della società neroazzurra sui parrucconi dell’UEFA rispetto ad una piccola provinciale quale erano i Tedeschi, permise la ripetizione della gara che finì per eliminare il Borussia sconfitto poi sul proprio campo. Alcuni anni più tardi, alcuni protagonisti dell’Inter di quella vicenda, (si sanno anche i nomi) ammisero che grazie un abile trucco, riuscirono ad imbrogliare le carte. Nemmeno queste dichiarazioni bastarono nel tempo poi, a punire l’Inter perchè i fatti come spesso accade, caddero in prescrizione.
- Peruzzi fa fare il gol a Vieri più finto della storia del calcio il 5 maggio, dopo telefonata da sede Inter (a Peruzzi)il 4 maggio.
-Genoa-Inter 2-3 insabbiata anno 1983 (Bagni dichiarò che la partita era truccata) P.s. Aggiungiamoci pure la falsa identità di Eriberto/Luciano....
TUTTE COSE VERE, PERO' QUANTO ERA FORTE L'INTER DEGLI ANNI 60 ! ECCO LA TESTIMONIANZA ALLUCINANTE DI FERRUCCIO MAZZOLA.
La pillola misteriosa di Herrera MILANO - Pillole nel caffè. Che Herrera dava ai giocatori. Molti dei quali sono morti. Un ex racconta il doping della Grande Inter. E chiama in aula tutti i campioni di allora colloquio con Ferruccio Mazzola. Sono campioni che hanno fatto la storia del calcio italiano quelli che passeranno, uno dopo l'altro, in un'aula del tribunale di Roma a parlare di doping. Come Giacinto Facchetti, splendido terzino sinistro; o come Sandro Mazzola, Mariolino Corso, Luis Suarez. E ancora: Tarcisio Burnich, Gianfranco Bedin, Angelo Domenghini, Aristide Guarneri. Tutti chiamati a testimoniare da un loro compagno di squadra di allora, Ferruccio Mazzola, fratello minore di Sandro, che vuole sentire dalla loro voce - e sotto giuramento - la verità su quella Grande Inter che negli anni '60 vinse in Italia e nel mondo. «Non l'ho cercato io, questo processo: mi ci hanno tirato dentro. Ma adesso deve venire fuori tutto», dice Ferruccio. A che cosa si riferisce, Mazzola? «Sono stato in quell'Inter anch'io, anche se ho giocato poco come titolare. Ho vissuto in prima persona le pratiche a cui erano sottoposti i calciatori. Ho visto l'allenatore, Helenio Herrera, che dava le pasticche da mettere sotto la lingua. Le sperimentava sulle riserve (io ero spesso tra quelle) e poi le dava anche ai titolari. Qualcuno le prendeva, qualcuno le sputava di nascosto. Fu mio fratello Sandro a dirmi: se non vuoi mandarla giù, vai in bagno e buttala via. Così facevano in molti. Poi però un giorno Herrera si accorse che le sputavamo, allora si mise a scioglierle nel caffè. Da quel giorno "il caffè" di Herrera divenne una prassi all'Inter». Cosa c'era in quelle pasticche? «Con certezza non lo so, ma credo fossero anfetamine. Una volta dopo quel caffè, era un Como-Inter del 1967, sono stato tre giorni e tre notti in uno stato di allucinazione totale, come un epilettico. Oggi tutti negano, incredibilmente. Perfino Sandro...». Suo fratello? «Sì. Sandro e io, da quando ho deciso di tirare fuori questa storia, non ci parliamo più. Lui dice che i panni sporchi si lavano in famiglia. Io invece credo che sia giusto dirle queste cose, anche per i miei compagni di allora che si sono ammalati e magari ci hanno lasciato la pelle. Tanti, troppi...». A chi si riferisce? «Il primo è stato Armando Picchi, il capitano di quella squadra, morto a 36 anni di tumore alla colonna vertebrale. Poi è stato il turno di Marcello Giusti, che giocava nelle riserve, ucciso da un cancro al cervello alla fine degli anni '90. Carlo Tagnin, uno che le pasticche non le rifiutava mai perché non era un fuoriclasse e voleva allungarsi la carriera correndo come un ragazzino, è morto di osteosarcoma nel 2000. Mauro Bicicli se n'è andato nel 2001 per un tumore al fegato. Ferdinando Miniussi, il portiere di riserva, è morto nel 2002 per una cirrosi epatica evoluta da epatite C. Enea Masiero, all'Inter tra il '55 e il '64, sta facendo la chemioterapia. Pino Longoni, che è passato per le giovanili dell'Inter prima di andare alla Fiorentina, ha una vasculopatia ed è su una sedia a rotelle
domenica 28 marzo 2010
Dossier Inter 3° parte
• Mancini, il moralizzatore, che accetta (a Firenze) il patentino preso illecitamente grazie al sistema di cui parla male
• Fidejussioni false firmate da Facchetti per la Reggina In una intervista del settimanale "OGGI" a Luciano Moggi: Ma è vero che esistono delle fideiussioni bancarie firmate da Facchetti per qualche società di calcio? Moggi: "L'ho scoperto leggendo una deposizione di Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente del Bologna. Mi ha stupito molto. Gazzoni ha messo a verbale, davanti ai giudici, certe cose. Bisognerebbe chiederlo a lui, o a Facchetti o ai giudici. Certo è un bel mistero".
• Materazzi che, il 5 maggio 2002, chiede all'avversario in partita (la Lazio) di farli vincere (e dire che i laziali – a parte Poborsky - ci hanno pure provato...)
• Incontri, mai negati, di Facchetti con Nucini – l’arbitro ha dichiarato di essere molto amico di Facchetti e di aver pranzato spesso con lui, si lamentava col “brindellone” di ostacoli alla sua carriera e chiedeva raccomandazioni (complimenti, proprio un arbitro super partes, con lui le squadre che incontravano l’Inter erano sicuramente tutelate).
• Cene, mai negate, Facchetti-Bergamo a casa Bergamo, quando l’Inter andava a giocare in Toscana (addirittura Bergamo dichiara che Facchetti si fermava anche a dormire a casa sua, dove spesso parlavano delle griglie arbitrali) Riportiamo l’intervista a Bergamo nella trasmissione MATRIX di Enrico Mentana. Mentana domanda: "Signor Bergamo, in una telefonata con Moggi si parla di "una cena" con Giraudo a casa sua, Vorrei sapere oltre a loro ha invitato altri dirigenti a casa sua?" Bergamo risponde: "Certamente, venivano a casa mia molti dirigenti di società di calcio anche con le loro famiglie, in quanto legato da vecchie amicizie" Mentana: "Qual'era il dirigente che veniva più spesso a trovarla??" BERGAMO: "beh! per la verità, non posso nascondere che GIACINTO FACCHETTI e' stato quello che più degli altri RICEVEVO IN CASA"!
• Telefonate, innegabili, Facchetti-Pairetto – In una di queste si parla a lungo di biglietti di partite dell’Inter da consegnare a Pairetto e pronti nella sede dell’Inter che passerà a ritirare un certo Santambrogio.
• Telefonate, mai negate, Moratti-Fazi
• Telefonate Inter-Bergamo, nella trasmissione di Antenna3 del 11/09/2006 Bergamo dichiara di aver ricevuto telefonate dai dirigenti di tutte le squadre di A e si stupisce di come risultino intercettate solo le telefonate di Moggi.
• Carta di identità di Daniele Bernazzani falsificata (abbassata l'età) e scoperta durante mondiale Fifa per giovanili (complimenti per la sportività)
• Carta di identità di Massimo Pellegrini falsa (usato nome e cognome di altra persona) anche lui aveva superato il limite massimo di età (ancora complimenti)
1910 (SPAREGGIO TRUCCATO)
Nel 1910 successe che la Federazione (casualmente...) scelse, in prima istanza, una data per la finale scudetto Pro Vercelli-Inter. Guarda caso in quella data tutta la squadra titolare della Pro Vercelli era già impegnata con la Nazionale Militare. La Pro Vercelli chiese quindi ovviamente lo spostamento della finale scudetto. La Federazione rispose che a loro andava bene se anche l'Inter avesse accettato. L'Inter, scandalosamente, RISPOSE DI NO e la Federazione non esitò a mantenere la data stabilita, del tutto inadeguata. La Pro Vercelli, giustamente indignata per questo gesto vergognoso, mandò in campo la 4^ squadra (i bambini di 11 anni!!!!). L'Inter vinse la partita 10-3 (riuscendo però a prendere 3 gol dai bambini!!) e vinse in questo modo il suo primo scudetto. Tra il primo e l'ultimo cambiano i metodi, non cambiano le furbate.
1922 (SALVEZZA A TAVOLINO) Nel 1922 l'Inter arriva ultima, meno punti di tutti, meno gol fatti e più gol subiti. A fine campionato si decide che invece di far salire le squadre che ne hanno diritto bisogna fare i play-out. Non basta. All'Inter viene data come avversario l'Alta Italia, squadra però già fallita da settimane, per cui vince gli scontri diretti a tavolino!
• Fidejussioni false firmate da Facchetti per la Reggina In una intervista del settimanale "OGGI" a Luciano Moggi: Ma è vero che esistono delle fideiussioni bancarie firmate da Facchetti per qualche società di calcio? Moggi: "L'ho scoperto leggendo una deposizione di Giuseppe Gazzoni Frascara, ex presidente del Bologna. Mi ha stupito molto. Gazzoni ha messo a verbale, davanti ai giudici, certe cose. Bisognerebbe chiederlo a lui, o a Facchetti o ai giudici. Certo è un bel mistero".
• Materazzi che, il 5 maggio 2002, chiede all'avversario in partita (la Lazio) di farli vincere (e dire che i laziali – a parte Poborsky - ci hanno pure provato...)
• Incontri, mai negati, di Facchetti con Nucini – l’arbitro ha dichiarato di essere molto amico di Facchetti e di aver pranzato spesso con lui, si lamentava col “brindellone” di ostacoli alla sua carriera e chiedeva raccomandazioni (complimenti, proprio un arbitro super partes, con lui le squadre che incontravano l’Inter erano sicuramente tutelate).
• Cene, mai negate, Facchetti-Bergamo a casa Bergamo, quando l’Inter andava a giocare in Toscana (addirittura Bergamo dichiara che Facchetti si fermava anche a dormire a casa sua, dove spesso parlavano delle griglie arbitrali) Riportiamo l’intervista a Bergamo nella trasmissione MATRIX di Enrico Mentana. Mentana domanda: "Signor Bergamo, in una telefonata con Moggi si parla di "una cena" con Giraudo a casa sua, Vorrei sapere oltre a loro ha invitato altri dirigenti a casa sua?" Bergamo risponde: "Certamente, venivano a casa mia molti dirigenti di società di calcio anche con le loro famiglie, in quanto legato da vecchie amicizie" Mentana: "Qual'era il dirigente che veniva più spesso a trovarla??" BERGAMO: "beh! per la verità, non posso nascondere che GIACINTO FACCHETTI e' stato quello che più degli altri RICEVEVO IN CASA"!
• Telefonate, innegabili, Facchetti-Pairetto – In una di queste si parla a lungo di biglietti di partite dell’Inter da consegnare a Pairetto e pronti nella sede dell’Inter che passerà a ritirare un certo Santambrogio.
• Telefonate, mai negate, Moratti-Fazi
• Telefonate Inter-Bergamo, nella trasmissione di Antenna3 del 11/09/2006 Bergamo dichiara di aver ricevuto telefonate dai dirigenti di tutte le squadre di A e si stupisce di come risultino intercettate solo le telefonate di Moggi.
• Carta di identità di Daniele Bernazzani falsificata (abbassata l'età) e scoperta durante mondiale Fifa per giovanili (complimenti per la sportività)
• Carta di identità di Massimo Pellegrini falsa (usato nome e cognome di altra persona) anche lui aveva superato il limite massimo di età (ancora complimenti)
1910 (SPAREGGIO TRUCCATO)
Nel 1910 successe che la Federazione (casualmente...) scelse, in prima istanza, una data per la finale scudetto Pro Vercelli-Inter. Guarda caso in quella data tutta la squadra titolare della Pro Vercelli era già impegnata con la Nazionale Militare. La Pro Vercelli chiese quindi ovviamente lo spostamento della finale scudetto. La Federazione rispose che a loro andava bene se anche l'Inter avesse accettato. L'Inter, scandalosamente, RISPOSE DI NO e la Federazione non esitò a mantenere la data stabilita, del tutto inadeguata. La Pro Vercelli, giustamente indignata per questo gesto vergognoso, mandò in campo la 4^ squadra (i bambini di 11 anni!!!!). L'Inter vinse la partita 10-3 (riuscendo però a prendere 3 gol dai bambini!!) e vinse in questo modo il suo primo scudetto. Tra il primo e l'ultimo cambiano i metodi, non cambiano le furbate.
1922 (SALVEZZA A TAVOLINO) Nel 1922 l'Inter arriva ultima, meno punti di tutti, meno gol fatti e più gol subiti. A fine campionato si decide che invece di far salire le squadre che ne hanno diritto bisogna fare i play-out. Non basta. All'Inter viene data come avversario l'Alta Italia, squadra però già fallita da settimane, per cui vince gli scontri diretti a tavolino!
mercoledì 24 marzo 2010
Dossier Inter 2° parte
2006 SEMPRE A PROPOSITO DELLO SCUDETTO DELL’ONESTA’ La senatrice Maria Burani Procaccini propone un’interrogazione al ministro dello sport Melandri. Avanza pesanti dubbi sul processo a Calciopoli e punta l’indice sul subcommissario della Figc, Paolo Nicoletti. “Scudetto 2005-2006 ai nerazzurri? Sarebbe uno scandalo visto che il vice commissario della Figc lavora per la famiglia Moratti”. Paolo è il figlio dell’avvocato Francesco Nicoletti, originario di Dipignano, in provincia di Cosenza, trasferitosi negli Anni Sessanta a Milano per divenire stretto collaboratore e legale di fiducia di Angelo Moratti. Nicoletti, dunque, è legato da rapporti professionali con la Saras della famiglia Moratti. Questo è un altro di quelli che faranno un calcio nuovo.
• Passaporto falso di Recoba per passare da comunitario e superare i limiti al numero degli extra Moratti ha ottenuto da Guido Rossi (quello super partes) lo scudetto per un tributo all’onestà nerazzurra e “ha dimenticato” che il suo direttore generale Lele Oriali ed il suo pupillo Alvaro Recoba hanno da pochissimo patteggiato una pena per aver falsificato il passaporto (Recoba non aveva antenati in Europa) e ricettato patente rubata (quella di Recoba) e sono stati condannati a 6 mesi di carcere ciascuno (tramutata in pena pecuniaria di 21.420 euro). Moratti forse non ricorda che c’è un tetto all’ingaggio di extracomunitari e superare quel tetto significa voler imbrogliare chi, regolarmente, ne utilizza il numero consentito. Ps: Nel 2001 il St Etienne è retrocesso in B a causa della penalizzazione di 7 punti e della multa comminata per i passaporti falsi del brasiliano Alex e dell’ucraino Levitsky (ha impiegato 3 anni per risalire in Ligue 1)
• Patente di Recoba risultata rubata alla motorizzazione di Latina (ricettazione)
• Kallon fermato per nandrolone (l’Inter dichiara che lo usava per i brufoli)
• Martins fermato dalla società stessa per ematocrito alto prima di Cagliari-Inter
• Pagamento fideiussione fuori tempo 3 anni fa, ma poi, di nascosto, fatta risultare “regolare” tramite atto doloso (l’Inter sarebbe stata cancellata dal campionato ed oggi non esisterebbe più)
• L’Inter nel 2006 è da tre mesi sotto inchiesta dalla procura di Milano per plusvalenze, inchiesta ancora in corso
• L’Inter nel 2001 è stata sotto inchiesta dalla procura di Roma per plusvalenze, di quella inchiesta non si hanno più notizie
• Passaporto falso di Recoba per passare da comunitario e superare i limiti al numero degli extra Moratti ha ottenuto da Guido Rossi (quello super partes) lo scudetto per un tributo all’onestà nerazzurra e “ha dimenticato” che il suo direttore generale Lele Oriali ed il suo pupillo Alvaro Recoba hanno da pochissimo patteggiato una pena per aver falsificato il passaporto (Recoba non aveva antenati in Europa) e ricettato patente rubata (quella di Recoba) e sono stati condannati a 6 mesi di carcere ciascuno (tramutata in pena pecuniaria di 21.420 euro). Moratti forse non ricorda che c’è un tetto all’ingaggio di extracomunitari e superare quel tetto significa voler imbrogliare chi, regolarmente, ne utilizza il numero consentito. Ps: Nel 2001 il St Etienne è retrocesso in B a causa della penalizzazione di 7 punti e della multa comminata per i passaporti falsi del brasiliano Alex e dell’ucraino Levitsky (ha impiegato 3 anni per risalire in Ligue 1)
• Patente di Recoba risultata rubata alla motorizzazione di Latina (ricettazione)
• Kallon fermato per nandrolone (l’Inter dichiara che lo usava per i brufoli)
• Martins fermato dalla società stessa per ematocrito alto prima di Cagliari-Inter
• Pagamento fideiussione fuori tempo 3 anni fa, ma poi, di nascosto, fatta risultare “regolare” tramite atto doloso (l’Inter sarebbe stata cancellata dal campionato ed oggi non esisterebbe più)
• L’Inter nel 2006 è da tre mesi sotto inchiesta dalla procura di Milano per plusvalenze, inchiesta ancora in corso
• L’Inter nel 2001 è stata sotto inchiesta dalla procura di Roma per plusvalenze, di quella inchiesta non si hanno più notizie
martedì 23 marzo 2010
Dossier inter 1° parte
DOSSIER INTER
PURTROPPO L’ONESTA’ NON E’ MAI STATA DI CASA
PRIMA O POI TUTTI SI RITROVERANNO A LITIGARE CON UN INTERISTA OSSIA CON LA "BANDA DEGLI ONESTI".PUO' CAPITARE DI DISCUTERE AL BAR, AL LAVORO, SUL TRAM, ECC A ME E' CAPITATO E CREDO CHE BISOGNA ESSERE INFORMATI. CHI E' MOLTO MA MOLTO ATTENTO SA GIA', MA QUALCOSA SFUGGE SEMPRE OPPURE SI DIMENTICA.
SPOGLIATOIO IN PILLOLE
Georgatos, ex giocatore dell'Inter, ad aprile 2006, a proposito dei vecchi compagni dell’Inter, dichiara: "c'era chi prendeva pillole e si faceva iniezioni... gruppi di persone rifornivano i giocatori...ho capito cosa stava accadendo..."
2005 ESTATE D’AFFARI
Vendita fasulla dei diritti di sfruttamento del marchio Inter in modo da consentirle di truccare i bilanci per 158 milioni di Euro; si ricorda che non avrebbe potuto partecipare al campionato 2005-06 (quello dello scudetto fittizio); ma Guido Rossi (toh, guarda chi c'è, sempre questo ex dirigente nerazzurro che assegna gli scudetti!) della COVISOC riammette l'Inter ed addirittura concede uno sconto (ricapitalizzazione di soli 40 milioni e non di 158, con decurtazione del 75% del malloppo)
2006 UN BEL SOSPETTO
lo Spezia un anno fa apparteneva a Moratti; è stata venduta ad una società che appartiene ad una Fiduciaria parmense; nessuno conosce (chissà perché) il proprietario attuale di tale Fiduciaria parmense; se si tratta di Moratti o di un suo parente fino al quarto grado, è illecito (punibile con la revoca dello scudetto revocato ad altri e retrocessione)
2006 LO SCUDETTO DELL’ONESTA’
Milano, 25^ giornata: Stankovic, sconfitto sul campo per 2-1 dalla Juventus, chiude a chiave gli spogliatoi di San Siro per nascondere l'inverosimile agli occhi dell'arbitro e degli atterriti assistenti (Dejan, nunsepofà..., perchè lo fa solo Moggi) SEQUESTRO DI PERSONA? NO! Quale sequestro, il commissario “davvero straordinario” Guido argonauta Rossi, già consigliere dell’Inter nel quinquennio 1995/1999, difensore dell’Inter (e di Milan e Juve) nel confonto sui diritti TV con la Fiorentina e il Consorzio Calcio Italia, dipendente Telecom in pensione (ora dinuovo a cavallo), ritiene di premiare chi si “era sempre comportato correttamente” e premia l’Inter! A tal proposito è opportuno riportare una dichiarazione dell’argonauta.” Il fatto che io sia stato per un brevissimo periodo [cinque anni, ndr] nel CdA dell’Inter e che io sia amico personale di Massimo Moratti non c’entra niente. Moratti da quando ho assunto questo incarico, per la sua estrema delicatezza, non mi ha più neanche telefonato...” Ps: Nel corso dello scandalo cosiddetto “Moggiopoli”, giungono a Guido Rossi da tutt’italia segnalazioni su comportamenti illeciti tenuti da altre squadre (Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma ecc.). L’argonauta decide di perseguire penalmente chi segnala tali comportamenti perchè “INTRALCIA IL LAVORO DELLA GIUSTIZIA!!!”
PURTROPPO L’ONESTA’ NON E’ MAI STATA DI CASA
PRIMA O POI TUTTI SI RITROVERANNO A LITIGARE CON UN INTERISTA OSSIA CON LA "BANDA DEGLI ONESTI".PUO' CAPITARE DI DISCUTERE AL BAR, AL LAVORO, SUL TRAM, ECC A ME E' CAPITATO E CREDO CHE BISOGNA ESSERE INFORMATI. CHI E' MOLTO MA MOLTO ATTENTO SA GIA', MA QUALCOSA SFUGGE SEMPRE OPPURE SI DIMENTICA.
SPOGLIATOIO IN PILLOLE
Georgatos, ex giocatore dell'Inter, ad aprile 2006, a proposito dei vecchi compagni dell’Inter, dichiara: "c'era chi prendeva pillole e si faceva iniezioni... gruppi di persone rifornivano i giocatori...ho capito cosa stava accadendo..."
2005 ESTATE D’AFFARI
Vendita fasulla dei diritti di sfruttamento del marchio Inter in modo da consentirle di truccare i bilanci per 158 milioni di Euro; si ricorda che non avrebbe potuto partecipare al campionato 2005-06 (quello dello scudetto fittizio); ma Guido Rossi (toh, guarda chi c'è, sempre questo ex dirigente nerazzurro che assegna gli scudetti!) della COVISOC riammette l'Inter ed addirittura concede uno sconto (ricapitalizzazione di soli 40 milioni e non di 158, con decurtazione del 75% del malloppo)
2006 UN BEL SOSPETTO
lo Spezia un anno fa apparteneva a Moratti; è stata venduta ad una società che appartiene ad una Fiduciaria parmense; nessuno conosce (chissà perché) il proprietario attuale di tale Fiduciaria parmense; se si tratta di Moratti o di un suo parente fino al quarto grado, è illecito (punibile con la revoca dello scudetto revocato ad altri e retrocessione)
2006 LO SCUDETTO DELL’ONESTA’
Milano, 25^ giornata: Stankovic, sconfitto sul campo per 2-1 dalla Juventus, chiude a chiave gli spogliatoi di San Siro per nascondere l'inverosimile agli occhi dell'arbitro e degli atterriti assistenti (Dejan, nunsepofà..., perchè lo fa solo Moggi) SEQUESTRO DI PERSONA? NO! Quale sequestro, il commissario “davvero straordinario” Guido argonauta Rossi, già consigliere dell’Inter nel quinquennio 1995/1999, difensore dell’Inter (e di Milan e Juve) nel confonto sui diritti TV con la Fiorentina e il Consorzio Calcio Italia, dipendente Telecom in pensione (ora dinuovo a cavallo), ritiene di premiare chi si “era sempre comportato correttamente” e premia l’Inter! A tal proposito è opportuno riportare una dichiarazione dell’argonauta.” Il fatto che io sia stato per un brevissimo periodo [cinque anni, ndr] nel CdA dell’Inter e che io sia amico personale di Massimo Moratti non c’entra niente. Moratti da quando ho assunto questo incarico, per la sua estrema delicatezza, non mi ha più neanche telefonato...” Ps: Nel corso dello scandalo cosiddetto “Moggiopoli”, giungono a Guido Rossi da tutt’italia segnalazioni su comportamenti illeciti tenuti da altre squadre (Inter, Milan, Roma, Lazio, Parma ecc.). L’argonauta decide di perseguire penalmente chi segnala tali comportamenti perchè “INTRALCIA IL LAVORO DELLA GIUSTIZIA!!!”
Tutto ritorna
Circola da qualche settimana in rete questo scritto di Elsa Morante.
Lo riproduciamo per chi se lo fosse perso:
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini...
Lo riproduciamo per chi se lo fosse perso:
"Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei. Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt'al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po' ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare."
Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a Mussolini...
lunedì 8 marzo 2010
E venne il giorno...
Successe tutto una notte, di nascosto da tutti.
Il governo con una norma,controfirmata dal Presidente della Repubblica, riammetteva i propri candidati,esclusi, perché avevano presentato le liste in ritardo ,con firme
irregolari o inesistenti.
Avevano cambiato le regole per partecipare alle imminenti elezioni.Era senza dubbio un COLPO DI STATO.
Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso,il popolo si incazzo, si organizzo e alla fine si ribello!
Migliaia di persone si riversarono davanti al parlamento, li accerchiarono e li catturarono.
Uno ad uno,sia gli esponenti del governo che i loro complici dell'opposizione, vennero giustiziati.Poi si passo a tutti quei collaborazionisti, i sostenitori e intrallazzatori che avevano reso il paese una fogna.
Il popolo si riverso per le strade delle città, finalmente libero, finalmente vittorioso!
Tutti urlavano e tutti cantavano...ma cosa cantano e in che lingua...in che lingua!ITALIANO!..ITALIANO?
All'improvviso, con un sussulto mi alzai dal letto...mi ero svegliato...purtroppo era solo un bel SOGNO!!
Adelante
FUSER
Il governo con una norma,controfirmata dal Presidente della Repubblica, riammetteva i propri candidati,esclusi, perché avevano presentato le liste in ritardo ,con firme
irregolari o inesistenti.
Avevano cambiato le regole per partecipare alle imminenti elezioni.Era senza dubbio un COLPO DI STATO.
Quella fu la goccia che fece traboccare il vaso,il popolo si incazzo, si organizzo e alla fine si ribello!
Migliaia di persone si riversarono davanti al parlamento, li accerchiarono e li catturarono.
Uno ad uno,sia gli esponenti del governo che i loro complici dell'opposizione, vennero giustiziati.Poi si passo a tutti quei collaborazionisti, i sostenitori e intrallazzatori che avevano reso il paese una fogna.
Il popolo si riverso per le strade delle città, finalmente libero, finalmente vittorioso!
Tutti urlavano e tutti cantavano...ma cosa cantano e in che lingua...in che lingua!ITALIANO!..ITALIANO?
All'improvviso, con un sussulto mi alzai dal letto...mi ero svegliato...purtroppo era solo un bel SOGNO!!
Adelante
FUSER
giovedì 4 marzo 2010
venerdì 12 febbraio 2010
lunedì 8 febbraio 2010
Poveri noi
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Ho visto la pubblicità del Grande Fratello e ho ripensato che leggendo giornali o guardando la tv, ci sono grandi polemiche.
Io mi domando...ma si possono fare polemiche contro quei poveri ragazzi? Io credo di no!
Si può criticare la rete che li manda in onda, si può criticare il programma e chi lo conduce...ma non si può criticare quei poveri MENTECATTI!
1^Sono ragazzi che hanno una cultura da 1^ elementare.
2^Hanno un cervello come quello di un lombrico(anzi il lombrico potrebbe tranquillamente arrivare alla 5^).
3^Sono ragazzi che, al massimo, si fermano a pensare se gli slip fucsia si abbinano ai calzini viola.
Quindi non dobbiamo prendercela con loro, ne con la trasmissione, ne con la rete tv!
Ci dobbiamo incazzare con chi le guarda quelle scimmie in gabbia!
Con chi crea "audience" intorno a questa spazzatura!
Perché cosi abbiamo creato una società di BURATTINI!(non per niente governa Mangiafuoco).
Adesso scappo che faccio tardi hai provini di... UOMINI E DONNE!!
Adelante
FUSER
venerdì 5 febbraio 2010
domenica 31 gennaio 2010
Charles Darwin
Darwin diceva che una specie nel tempo cambia, si modifica, diventa più grande, più piccola, ciò che serve di più si sviluppa e altro si atrofizza.
Tutto questo per adattarsi all'ambiente, al clima, al suo fabbisogno....insomma, alla vita! Se questo non succede...si ESTINGUE!
Ieri vedevo le Iene e in particolare un servizio su un prete che aveva molestato alcune giovani parrocchiane.
Uno pensa ,il resto del paese sarà inviperito con il parroco, avrà provato a linciarlo....niente di tutto questo, anzi!
Quando il giornalista , che aveva girato il servizio, è tornato nel paese, i parrocchiani volevano linciare lui.
Hanno iniziato ad inveire, gridando che quello era un sant'uomo, che le toccava per guarirle e al massimo era una cosa "veniale"!
Poi durante la pubblicità ho visto che promuovevano un libro fotografico da acquistare in edicola dal titolo "Noi amiamo Silvio"al costo di €9,90.
Ho pensato sarà uno scherzo, forse è un libro satirico...assolutamente no! Il libro è serio e da come mi ha detto un edicolante(che ancora non lo aveva) anche molto richiesto!
Adesso direte, cosa centra tutto questo con Darwin ?
L'uomo è arrivato ad avere, rispetto agli altri animali, un cervello più sviluppato...un intelletto superiore. Negli Italiani questo sta regredendo sempre più e pian piano, o torniamo al livello delle scimmie o, come è giusto che sia ,siamo destinati all'ESTINZIONE!
Adelante
FUSER
Il bel paese
Vorrei tanto" essere nazionalista", vorrei provare orgoglio per il mio paese.Ma proprio non ci riesco!
Non riesco ad essere nazionalista in un paese che non è mai riuscito a ribellarsi.
Non riesco ad essere nazionalista in un paese che è riuscito ad allearsi sempre con i governi piu sporchi del pianeta.
Non riesco ad essere nazionalista in un paese che sta riscrivendo la sua storia, trasformando i suoi Eroi in "banditi".
Non riesco ad essere nazionalista in un paese dove alcuni rappresentanti del governo bruciano la bandiera al grido di "chi non salta italiano è".
Non riesco ad essere nazionalista in un paese che mette bombe contro il proprio popolo.
Non riesco ad essere nazionalista in un paese dove il capo del governo chiama "eroe" un mafioso pluriomicida e "grande statista" un latitante corrotto.
Non riesco ad essere nazionalista in un paese dove il governo vara leggi a favore della mafia, "sputando" in faccia a chi è morto(Loro si che sono EROI) per combatterla.
Vorrei essere nazionalista, vorrei gridare con orgoglio "O Patria O Morte"!
Ma l'unica frase che mi esce è "MA ANNATE TUTTI A PRENNEVELA 'N DER CULO"!!
Adelante
FUSER
Scambio di persona
In questi giorni accendendo il televisore o la radio ho sentito parole come: Statista, uomo che ha portato in alto l'Italia e politico a cui non sono stati riconosciuti tutti i meriti.Ho pensato, forse parlano di De Gasperi,di Berlinguer o forse di Pertini. Poi ho sentito, morto in esilio! Morto in esilio....morto in esilio!
E chi è?
Poi ho sentito un nome, CRAXI!
Morto in esilio? Ma non era LATITANTE?
Forse ho capito male, parlavano di qualcun'altro!
In questo paese capiamo sempre male!
Adelante
FUSER
Indovina chi?
come diceva il FABER.............Un nano è una carogna di sicuro perché ha il cuore troppo vicino al buco del culo...
Adelante
FUSER
Il mondo invisibile
Haiti....
Non potevo iniziare senza parlare di Haiti, ma non del terremoto né delle migliaia di vittime, ma dell'ipocrisia di una società, sempre più distratta e "distante", che solo davanti ad una tragedia come questa si accorge di un paese e di un popolo che vive nel dramma tutti i giorni della sua vita. Uomini e donne che vivono con meno di 2 dollari al giorno, bambini che frugano nell'immondizia e che spesso vengono "affittati" a turisti "occidentali" per poter mangiare.
La cosa ancor più drammatica è che nel mondo ci sono decine di "Haiti"e miliardi di persone nelle stesse condizioni, popoli invisibili che notiamo solo quando il mondo decide di spazzarli via e allora siamo tutti pronti ad aiutarli fino alla prossima "partita di calcio"........ben contenti di dimenticare.
Da oggi iniziamo a ricordare ..........."se non ricordiamo non possiamo comprendere" (Edward Morgan Forster).
Adelante
FUSER
Nota: santo domingo ha deciso di rafforzare le sue frontiere per paura che i disperati haitiani possano turbare il suo paradiso turistico.
Spero che i veri viaggiatori BOICOTTINO le sue spiagge.
Adelante
salve
Questo è il primo articolo del blog,uno spazio che vorrei usare per esprimere e condividere le mie opinioni su ciò che accade in Italia e nel Mondo,parlare di ciò che mi interessa e dire cazzate (il che, non mi riesce cosi difficile).
Spero che i miei articoli possano aprire un po più la vostra mente e i vostri commenti la mia.
Adelante
FUSER
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